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Cozzoli: "Per evitare le sanzioni del Cio l'Italia si presenti coesa"
Il presidente di Sport & Salute lancia una proposta per rafforzare l'autonomia del Coni: "Dare la gestione diretta ed esclusiva dei dipendenti al Comitato olimpico attraverso l'istituto del comando"
di Andrea Cauti | 23 gennaio 21, 09:00

AGI – Il 27 gennaio si avvicina e con esso il rischio sempre più concreto di vedere l'Italia ammonita e penalizzata dal Comitato olimpico internazionale per violazione della Carta olimpica che prevede che il proprio comitato (Coni) sia autonomo. Due sono gli attori, oltre al Governo, impegnati in questa vicenda il cui esito finale è ancora imprevedibile: il Coni e Sport & Salute. Quest'ultima, società di cui è azionista unico il ministero dell'Economia e delle finanze, si occupa dello sviluppo dello sport in Italia. Proprio la presenza di una società governativa che svuoterebbe il Coni di competenze e risorse finanziarie sembra essere il motivo per cui il Cio potrebbe penalizzare l'Italia.

L'AGI ne ha parlato con Vito Cozzoli, presidente di Sport & Salute, che in audizione al Senato il 12 gennaio scorso aveva avanzato la sua proposta per risolvere la questione senza intervento legislativo (cosa che invece ritiene necessaria il Coni).

In audizione aveva detto che Sport & Salute è pronta per “un nuovo contratto di servizio col Coni” che prevede la gestione diretta e autonoma da parte di quest'ultimo dei dipendenti e dei presidi organizzativi oggi in avvalimento. E' sempre della stessa idea?

“La questione spetta ovviamente al Governo, al legislatore. Sport & Salute mette a disposizione una soluzione semplice per rafforzare l'autonomia del Coni e per presentarci davanti al Cio in maniera coesa. La mia era semplicemente la riproposizione della richiesta formalizzata dal nostro Comitato olimpico nel settembre del 2019, una soluzione pronta e immediata con la quale il Coni ha la gestione diretta, esclusiva ed autonoma dei dipendenti oggi in avvalimento attraverso l'istituto del comando. E' una soluzione stabile e soprattutto tempestiva rispetto all'ultimatum del Cio”.

Una proposta che il Coni ha respinto con "irritazione" e ha definito le sue “improvvide e ingiustificabili dichiarazioni”.

“Che posso dire? Prendo atto che il Coni un anno e mezzo fa aveva fatto questa proposta. Perà mi chiedo: il Cio vuole l'autonomia del nostro Comitato olimpico oppure vuole una nuova legge?”.

Come risolvere le criticità segnalate dal Cio? Ha parlato della figura del segretario generale del Coni che di fatto diventerebbe una diramazione di Sport & Salute all'interno dell'organigramma del Coni, della gestione del marketing delle Olimpiadi e di uno svuotamento di competenze, personale e risorse finanziarie del Coni.

"La questione si risolverebbe attraverso una gestione diretta ed esclusiva dei dipendenti da parte del Coni, che avrebbe il potere gerarchico sull'organigramma in cui rientrerebbe anche la figura del segretario generale. In quanto al marketing delle Olimpiadi, quello è già al Comitato olimpico ed è una fonte di entrate oltre ai 46 milioni dati dallo Stato e altri svariati milioni che vengono da altri entri pubblici. Non credo, quindi, che si possa ritenere che si tratti di un problema di carattere finanziario”.

Cosa succederà se non si risolve la criticità esposta dal Cio prima del 27?

"Di sicuro non si torna indietro, né si può pensare di risolvere l'autonomia del Coni immaginando una duplicazione di Sport & Salute creando una nuova società. Bisogna comunque trovare una soluzione e per far questo è necessario che ci sia un gioco di squadra, che le istituzioni sportive siano unite”.

Quali sono i rapporti tra Sport & Salute e il Coni?

"Noi lavoriamo e forniamo servizi al Coni e i nostri rapporti sono fruttuosi. Durante la pandemia, inoltre, abbiamo erogato 10 milioni per le Olimpiadi di Tokyo per l'organizzazione e gli atleti. L'unica vera criticità è dunque rappresentata dal tema dell'autonomia. Io sono assolutamente favorevole all'autonomia del Coni col quale abbiamo tante cose da fare per il rilancio dello sport. La questione delle Olimpiadi va risolta prima del 27, ma secondo me non è certo questo il problema perché la priorità per il nostro Paese è un'altra: serve un nuovo impegno per lo sport, inteso come presidio che deve tornare protagonista della vita delle persone sotto il profilo sociale”.

Teme che questa situazione incresciosa che si è creata col Cio metta in secondo piano altre questioni importanti?

 “C'è giustamente grande attenzione per la questione delle Olimpiadi, ma le vere priorità sono altre: il tema reale è la mancanza della scuola in presenza e il blocco delle attività sportive a causa del Covid, con le palestre chiuse, i praticanti costretti a stare fermi, l'aumento impressionante dei dati sull'obesità soprattutto infantile. Sport & Salute è particolarmente impegnata su questi temi. Aiutare i giovani è la nostra prima preoccupazione. La ricerca del Bambino Gesù sull'aumento degli atti autolesionistici degli adolescenti è un campanello d'allarme e dobbiamo ascoltare subito per porvi rimedio. Abbiamo una doppia anima, sociale e industriale. La prima punta ad avviare iniziative che coinvolgano varie fasce di persone e di età, disabili e chi è in situazioni disagiate; la seconda punta all'innovazione per favorire la diffusione dello sport, come l'incubatore di startup o l'app che sarà pronta a febbraio, oltre alla gestione nei nostri impianti dei grandi eventi sportivi del Paese”. 

 
 
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